Inferiori rispetto alla media nazionale furti e rapone, ma più fenomeni di crimini informatici. Preoccupazione per i crimini legati alle baby gang e maggior numero di imprese secondo le quali si dovrebbero denunciare fenomeni di criminalità.
Questo lo spaccato del Nord Ovest che emerge dall’indagine di Confcommercio sull’impatto dei fenomeni illegali per le imprese del terziario presentata oggi in occasione della tredicesima edizione della giornata di Confcommercio “Legalità, ci piace” – dedicata al tema della sicurezza nelle città – aperta dal Presidente Carlo Sangalli e che ha visto la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Nello specifico, il 31% delle imprese del terziario del Nord Ovest segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025, con un aumento maggiore di truffe informatiche (26,1%) e aggressioni (25,1). I furti anche a livello nazionale, rappresentano la principale fonte di preoccupazione per commercianti e imprenditori, che per contrastare questi fenomeni dichiarano quasi all’unanimità di aver investito in misure di sicurezza, sorveglianza e sistemi di allarme antifurto e segnalano come soggetti più vicini alla causa le forze dell’ordine, le organizzazioni antiusura e le associazioni di categoria.
Le baby gang e la mala movida minacciano l’operatività dell’impresa: il 49,7% delle attività del Nord Ovest si dichiara preoccupato per la propria attività. Per un esercente su due, inoltre, la desertificazione commerciale espone il territorio a microcriminalità ed è alimentata dal degrado urbano (34.9%), dalle minori opportunità di lavoro (21,7%) e dalla crescita dell’insicurezza (20.8%).
Rilevante anche il fenomeno dell’abusivismo e della contraffazione, che si traduce in concorrenza sleale (50,7%) e riduzione degli introiti o del fatturato (22,6%), e del taccheggio. Quest’ultimo causa perdite fino al 2% dei ricavi per l’86,9% degli intervistati.


